Patrimonio e famiglia
La crisi familiare non deve trasformarsi in crisi patrimoniale.
Quando un rapporto familiare entra in crisi, la prima urgenza è spesso emotiva. Tuttavia, accanto alla dimensione personale, esiste una dimensione patrimoniale che deve essere affrontata con lucidità: la casa familiare, il mutuo, i conti correnti, le quote di proprietà, i beni acquistati durante il matrimonio, le spese dei figli, l’assegno di mantenimento, le eventuali aziende di famiglia o le partecipazioni societarie.
La tutela patrimoniale familiare non coincide con la sottrazione dei beni, né con operazioni improvvisate o meramente difensive. Al contrario, richiede una valutazione ordinata degli strumenti consentiti dall’ordinamento, dei tempi in cui possono essere utilizzati e degli effetti che possono produrre nei confronti dei coniugi, dei figli e dei terzi.
Ogni scelta patrimoniale deve essere coerente con la situazione concreta: ciò che è utile prima della crisi può non esserlo durante il giudizio; ciò che può essere regolato consensualmente può diventare molto più complesso se il conflitto è già esploso; ciò che tutela oggi un coniuge non deve pregiudicare domani l’interesse dei figli.